“Democrazia capillare cinese”: le democrazie occidentali possono imparare dalla Cina?

Il motivo per cui il governo cinese è a fianco e per il popolo

Da: thediplomat.com | Di Patrik K. Meyer

Quando ad Occidentali e cinesi occidentalizzati vengono fatte le stesse domande a proposito del sistema politico cinese, rispondono etichettandolo come dittatoriale, autoritario ed antidemocratico. Nessuno obietta che quello è un modello dal quale le democrazie Occidentali possono trarre ispirazione. Io proprio non riesco a non essere in disaccordo con questo punto di vista e faccio presente che due caratteristiche fondamentali del sistema politico cinese lo fanno essere una democrazia capillare.

Innanzitutto, la piramide dell’autorità e del potere cinesi ha per fondamenta i rappresentanti eletti dalle assemblee popolari, che agiscono come capillari in un sistema di scambio di informazioni in due direzioni, tra il popolo cinese e il suo governo. Quindi il processo decisionale del governo è guidato dalle informazioni che sono state recepite tramite la base, il cui risultato in iniziative politiche e provvedimenti fa crescere il tenore di vita della maggioranza della popolazione. Dunque si può dire che il governo cinese è a fianco e per il popolo. Ne concludo che le democrazie Occidentali possono trarre ispirazione dal fatto che in Cina le elezioni sono limitate al livello delle assemblee popolari, per poi utilizzare squadre di professionisti esperti e lungamente addestrati per il governo e la conduzione del paese.

Prima di descrivere come funziona la democrazia capillare in Cina, definiamo a grandi linee cosa significa democrazia. Democrazia è una di quelle parole che sono familiari alla maggior parte delle persone, ma viene spesso fraintesa. Viene dal Greco e significa governo del popolo. Non è scontato, tuttavia, quale popolo dovrebbe governare e quando e come dovrebbe farlo. Una definizione più precisa di un sistema di governo democratico è:

“…nel quale il potere supremo è conferito al popolo ed esercitato da esso direttamente o indirettamente attraverso un sistema di rappresentazione, che solitamente implica di tenere periodicamente libere elezioni”.

Usando questa definizione di democrazia, analizziamo il sistema politico cinese per capire se è o no una democrazia. La prima indicazione che è davvero una democrazia è che gli interessi del popolo cinese sono le basi sulle quali il sistema di governo è costruito. Queste basi sono costituite da due organizzazioni di base, nelle quali le informazioni vengono scambiate tra popolo e governo: le sezioni del Partito Comunista di Cina e i comitati di villaggio o di comunità, con le prime che hanno ruoli di comando e i secondi che fanno il lavoro pratico. Mentre i membri del PCC sono nominati, i componenti dei comitati di villaggio o di comunità sono regolarmente eletti tenendo elezioni libere e dirette.

Inoltre, i rappresentanti a livello cittadino del congresso del popolo sono anch’essi eletti con voto diretto e sono responsabili di raccogliere le informazioni rilevanti circa i bisogni e le aspettative del popolo e di farle avere integralmente al Congresso Nazionale del Popolo. In aggiunta, più di tre milioni di organizzazioni di base e milioni di rappresentanti di centinaia di migliaia di villaggi, paesi e città tengono il governo centrale costantemente e direttamente connesso con la popolazione. Fin da subito, grazie alle elezioni dei rappresentanti ufficiali delle organizzazioni di base e all’enorme rete di quadri del PCC e del governo, si può capire che il governo è pienamente informato sulla maggior parte delle aspettative e delle lamentele del popolo cinese. Questa struttura permette alle informazioni di viaggiare dal più remoto villaggio al più alto livello di governo ed è per questo che si può etichettare il sistema politico cinese come una democrazia capillare.

Se essere pienamente informato è una condizione necessaria per un governo al fine di potere soddisfare pienamente aspettative e bisogni del suo popolo, non è però sufficiente. Per essere un governo per il popolo, è necessario anche avere la capacità di prendere decisioni importanti ed essere responsabili di esse di fronte al popolo, garantendo così che si agisce nel suo interesse. La capacità decisionale del governo cinese è assicurata dal fatto che la maggior parte dei suoi componenti sono professionisti preparati che hanno un contratto a lungo termine per il loro lavoro nel governo. Questo combinato di carriere basate essenzialmente sui risultati porta ad una leadership fatta di individui con esperienza, impegnati e qualificati, che sono in grado di affrontare le complesse sfide poste dal governo di un paese (ci sono voluti più di 40 anni di servizio pubblico eccellente perché Xi Jinping arrivasse alla presidenza della Cina).

Ora è necessario dimostrare che il PCC, de facto l’unico potere in Cina, è un’autorità legittima e responsabile. Due concetti vanno considerati rilevanti quando si ragiona su come l’autorità è guadagnata o persa in Cina: status e riconoscimento.

Il concetto di “status” è gerarchico e fluido, nel senso che lo status è un’istituzione nella quale la struttura dell’autorità può cambiare a seconda della sua performance. Da questo, il PCC deve dare risultati se vuole conservare il suo status, e lo stesso il leader, come avviene per il riconoscimento ed è altrettanto importante perché lo status o il livello di un’istituzione dev’essere sostenuto dal pubblico riconoscimento che quel livello è meritato. I due concetti su cui si basa l’autorità sono fluidi e devono essere continuamente riaffermanti da buona performance delle istituzioni che detengono l’autorità stessa. Dunque il PCC non solo deve dare buone prove ma deve farlo in modo che il popolo Cinese si senta soddisfatto di esse. È in questo contesto che il PCC è visto come autorità legittima dal popolo cinese, perché negli ultimi trent’anni ha soddisfatto la maggior parte dei suoi desideri ed aspettative.

Ci sono almeno due aspetti per i quali le democrazie occidentali possono ispirarsi alla democrazia capillare cinese. Una è limitare il processo elettorale alla base organizzativa, dove elettori e candidati si conoscono tra loro e i problemi e gli interessi sono ben compresi da tutti. È responsabilità dei rappresentanti ufficiali eletti dalla base difendere gli interessi delle persone che rappresentano e informare la leadership di governo di lamentele ed aspettative. Quindi, avendo un governo formato di individui professionalmente preparati ed impegnati a lungo termine, si arriva ad avere rappresentanti abili, con grande esperienza e abilità inestimabili. Combinare gli impegni e le capacità con un processo meritocratico di promozione porta ad una leadership con esperienza ed eccellenti capacità.

È stato dimostrato che le basi del sistema cinese sono democratiche, che la struttura di governo è tale da portare a compimento complesse decisioni che diano benefici alla maggioranze del popolo cinese e che il PCC è legittimo e affidabile per il popolo cinese. Quindi il governo cinese è a fianco e per il popolo. Fin d’ora il sistema politico cinese può essere considerato una democrazia, più specificamente una democrazia capillare dalla quale le democrazie occidentali possono imparare.

Patrik K. Meyer is a Foreign Expert at the Department of Arabic language & Literature at Peking University in Beijing, China.