Tsipras guarda all’alternativa

Come già scrivevo su questo blog Alexis Tsipras non può essere inserito, almeno dal mio punto di vista, nella fin troppo lunga schiera di traditori della sinistra. Se qualcuno si aspettava una presa del potere stile rivoluzione, è evidente che non stesse facendo un’analisi seria e ponderata ma si fosse lasciato trasportare da sogni che in SYRIZA mai nessuno ha detto di voler compiere. Certo, Tsipras e compagni, come da tradizione nelle democrazie liberali, hanno dovuto rimangiarsi parte delle promesse elettorali, ma non credo che ciò sia comunque sufficiente a vedere in maniera completamente negativa la politica che SYRIZA sta portando avanti (pur con tutte le difficoltà del caso, a cominciare dalla situazione delle fasce più povere del popolo greco).

Ad Atene sono convinti di aver perso solo una battaglia ma non la guerra. A Berlino e dintorni i falchi non hanno mai smesso di voler mettere la Grecia fuori dall’eurozona (alle condizioni loro ovviamente). Ma se dietro le quinte l’offensiva dei grandi strumenti del capitale si muove ancora adesso per marciare definitivamente su Atene e mandare a casa Tsipras e compagni, la dirigenza di SYRIZA non rimane certo a guardare.

Una settimana fa circa Alexis Tsipras ha incontrato ad Atene il compagno Andros Kyprianou, Segretario Generale del Partito Progressista dei Lavoratori di Cipro (AKEL). Un segnale non trascurabile, soprattutto considerando che tra solo qualche settimana Cipro andrà al voto e l’AKEL giocherà un ruolo di primaria importanza.

Qualche giorno fa, inoltre, Olga Gerovasili, portavoce del governo greco, non ha escluso la possibilità di una visita di Alexis Tsipras a Mosca già durante il 2016 [1]. Poca cosa si potrebbe osservare, ma se si considera l’attuale clima che vi è nelle relazioni tra UE e Russia e che Alexis Tsipras nel 2015 si è incontrato con il Presidente Vladimir Putin tutte le volte che ha potuto, un viaggio a Mosca non può essere visto come una semplice routine diplomatica.

Altro evento decisamente molto importante è avvenuto solo qualche ora fa. Il porto del PIreo, dopo una lunga trattativa, è passato sotto il controllo della China Ocean Shipping Company (COSCO) [2]. Tale cessione non può e non deve essere vista come una semplice privatizzazione. Atene, con questa decisione, ha compiuto una scelta strategica: diventare uno dei cardini della Nuova Via della Seta promossa da Pechino. Il Pireo, che negli ultimi anni (e cioè da quando è arrivata COSCO) si è ritagliato una sempre maggiore importanza nel Mediterraneo, con questa operazione punta a diventare ponte tra Asia e Europa, con una particolare attenzione a tutto il settore dell’Europa orientale.

Per rimarcare l’interesse reciproco tra Atene e Pechino di consolidare le relazioni bilaterali, ieri il compagno Li Keqiang ha invitato Alexis Tsipras a una visita di Stato a Pechino. È prevista per il mese di giugno [3].

Quanto sopra vuole dimostrare semplicemente come ad Atene nessuno si è arreso. Semplicemente i compagni di SYRIZA e i patrioti di ANEL cercano di governare il proprio paese con gli strumenti (che son pochi) che hanno a disposizione. Potrebbero fare meglio? Forse, ma intanto il governo Tsipras può affermare “Qui ad Atene noi facciamo così“.

D.B.


[1] http://goo.gl/fmjTNQ
[²] http://goo.gl/CHcEAj
[3] http://goo.gl/RcDfcb