Fortune Global 500: la Cina cresce ancora

Come spiega in maniera sintetica ed efficace Wikipedia [1], “Fortune Global 500” è “una lista dei primi 500 gruppi economici mondiali, stilata in base al fatturato. La lista è compilata e pubblicata ogni anno dalla rivista Fortune“. E tra i 500 gruppi economici mondiali la Repubblica Popolare Cinese occupa sempre più posizioni. Quest’anno Pechino (+ Hong Kong) tocca quota 103 (110 considerando Taiwan) [2]. In continua discesa invece la presenza dei colossi economici degli USA.

Ma queste fredde classifiche, se non analizzate a fondo, rischiano di non far vedere la vera rivoluzione economica che sta portando l’operato della Cina su scala globale. Tra le prime 4 aziende in classifica 3 sono cinesi e tutte sono controllate dallo Stato (e quindi dal Partito Comunista Cinese). Non solo: le prime 12 sono tutte di proprietà statale mentre delle 98 aziende continentali (quindi escludendo Hong Kong e Taiwan) solo 22 sono non pubbliche (non pubbliche non vuol dire private, soprattutto se con “privato” si intende il privato in senso occidentale).

Non si tratta quindi “solo” di un gigantesco e rapido spostamento del baricentro globale dell’economia, ma soprattutto di una diversa struttura dell’economia: si sta passando dal dominio assoluto del privato sugli Stati al dominio dello Stato sulle multinazionali private. E anche per quanto scritto qui sopra la Cina non può non essere studiata e osservata con particolare attenzione e interesse da parte di tutti noi, soprattutto da chi non si è arreso nel pensare un nuovo modello economico anche per l’Italia e tutto l’Occidente capitalista.

Quindi, indipendentemente da come la si pensi su queste liste di aziende, è d’obbligo un ringraziamento alla Repubblica Popolare Cinese e a tutti quei paesi che ogni giorno portano avanti delle alternative credibili e concrete al nostro disumano modello di sviluppo.


[1] https://goo.gl/B9H3pu
[2] http://goo.gl/TgzAJU